Lucca alle porte

Lucca si avvicina! E finalmente ho un po’ di tempo, dopo un mese impegnatissimo, per aggiornare il blog. Preparare tutto per la fiera (per me) più importante dell’anno mi ha quasi uccisa, ma siamo in dirittura di arrivo, quindi posso dirmi finalmente soddisfatta. Tra tavolette grafiche che decidono di morire dopo anni di onorato servizio proprio nel momento di estremo bisogno, stampe del libro che saltano a causa incompetenze della tipografia e giornate e nottate perse ad imparare nuovi programmi per pc, ce l’ho fatta!
Vi posto la copertina del mio secondo libro erotico/umoristico, “Ah, l’Amour! 2”. Quest’anno è un piccolissimo omaggio alle “Bisce d’acqua” di Gustav Klimt, uno dei miei quadri preferiti.

copertina 100dpi

Nel libro di quest’anno, oltre a 70 vignette (20 in più dell’anno scorso) umoristiche a sfondo erotico da ritagliare, appendere e regalare, trovate i sexy buoni omaggio per la coppia, l’Eroscopo 2015 per sapere cosa vi riserverà il nuovo anno sotto le lenzuola, e il Gioco dell’Oca sexy, da ritagliare e fare con chi volete. In più ci sono dieci fantasie erotiche scritte da voi che finalmente prendono forma!

volantino facebook

Per chi acquista il libro, oltre alla mia dedica, ci saranno i segnalibri cetriolosi e i preservativi con scatoletta disegnata da me… e mi è venuta l’idea di applicare il timbro dell’amore (o del sesso, come preferite) a chi compra il libro. Quindi preparatevi ad essere marchiati!

segna

giusto

Siamo in Self Area, stand S07, Slowcomix. Siamo lo stand più erotico di tutto Lucca Comics and Games 2014, venite a trovarci!

mappa stand

Per informazioni o per ordinare il libro (con dedica) basta una mail a slowcomix@gmail.com, per seguire Slowcomix cliccate qui e per la pagina facebook di Rotario mettete mi piace qui! Tra l’altro ringrazio tutti per i 200 mi piace raggiunti ieri! Verso l’infinito ed oltre!

200mi piace

Devo sistemare ancora tantissime cose, il 2014 è stato l’anno più pieno della mia vita, ci sono ancora un sacco di cose da fare e nuovi progetti a cui pensare. Per ora però voglio concentrarmi al meglio ed impegnarmi al massimo per Lucca, ed ora voglio rilassarmi un paio di giorni sennò impazzisco.
Vi aspetto a Lucca, ciao!

Il mio Lucca Comics and Games 2013

Ciao a tutti! Scrivo per parlarvi dei quattro giorni che ho passato al Lucca Comics and Games 2013. Raccogliere le parole per descrivervelo non è facile, ma proverò. La prima cosa da dire che mi viene in mente è che sono felice. Sono felice di aver avuto la possibilità di creare un libro mio, che Alessio Bilotta di Slowcomix mi ha lasciato ragionare dall’inizio alla fine, dandomi completamente carta bianca. E’ venuto esattamente come me lo ero immaginato e, col senno di poi, penso che sarebbe stato meglio metterci una copertina un po’ più rigida, ma questo non si può capire finché non hai il progetto finale in mano. Sono contenta di aver pensato di rilegarlo con una spirale; l’idea iniziale era stata per una spirale di acciaio rossa, ma la tipografia aveva solo quella argento o nera. Quindi il mio piccolo vezzo non è stato accontentato (ma le spirali rosse esistono?) ma posso dirmi soddisfatta comunque! Le vignette all’interno io devo ancora vederle, devo ancora sfogliare tutto il mio libretto, ma me la prendo un attimo con calma!
Il Lucca Comics è stato faticosissimo, per la maggior parte del tempo sono restata allo stand della Slowcomix a firmare dediche e a fare disegnini. Piccolo appunto personale: non ha senso avere paura di far aspettare la gente per le dediche. La dedica fa parte del libro, e io ho sempre paura che le persone si scoccino ad aspettarla, quindi mi viene da correre, dimentico come si fa a disegnare e mi vengono fuori delle cose che farebbe il vostro cuginetto di quattro anni. Ma so come muovermi per la prossima volta! (Perché ci sarà una prossima volta, vero?)
Questo è il mio primo libro, e più di ogni altra cosa è stato bello vedere che i progetti mentali possono diventare progetti materiali, da sfogliare e tenere in mano. Il mio scopo principale era quello di far ridere e credo di esserci riuscita, un sacco di gente prendeva in mano il libro ed iniziava a ridere, e per me è stata una soddisfazione grandissima. Principalmente è stato comprato da ragazzi, certe ragazze lo guardavano intimidite ma altre lo hanno preso “a scatola chiusa”, e soprattutto sono felice di dire che, nelle coppie di fidanzati, erano proprio le ragazze a spingere il partner a comprarlo! Non so quanto sia contato l’inserto dei “buoni omaggio sexy” all’interno, ma molti sono stati ben lieti di scoprire che c’erano. E’ sempre difficile dire se un prodotto potrà piacere o no, è difficile capire il pubblico. Ci sono state persone che lo hanno letto lì davanti a me, tutto di un fiato e ridendo come pazze, e poi lo hanno posato e se ne sono andate. Tirando le somme posso dire che è stata un’emozione grandissima vedere la pila dei miei libri assottigliarsi; ed è ancora più bello vedere che, nella mia Prima Volta, ho venduto quasi tutte le cento copie! Adesso io come sempre parto in quinta, penso ad un secondo libro, a spillette, borse e gadget… con calma, vorrei prima sentire i pareri di chi ha letto il mio primo libro!

Sono stata bombardata di complimenti, è stato allucinante non avere nessuna critica, l’affetto che mi hanno dimostrato le persone che ho conosciuto alla Scuola di Comics (e altre) mi ha veramente commossa, ringrazio davvero tutti quelli che hanno preso il libro “sulla fiducia”, ringrazio quelli che mi dicono di continuare e quelli che mi dicono che li faccio morire dal ridere con i miei disegni. Ci sono stati dei “Vip” che hanno preso il mio libro e che mi hanno fatto i complimenti, e che mi dicono di continuare su questa strada facendomi capire che le difficoltà ci sono, ma che non bisogna mollare.

Davvero, questo Lucca è stato fenomenale. Poi mi diventa una droga stare lì in mezzo alla gente, parlare con chi ha le mie stesse passioni, è allucinante pensare che ho più amici in Toscana che non qui dove abito. Mi mancavano un sacco gli accenti toscani ed emiliani, mi mancava l’euforia delle persone che fanno questo lavoro e l’entusiasmo che hanno negli occhi!
Vedere tanta gente mi ha sconvolta ahah!

Vi lascio con alcuni disegnini, nei periodi “di relax” nello stand disegnavo le persone che vedevo passare… vi ritrovate? 🙂

Alla prossima e ancora grazie di tutto!

Il mio primo libro: intervista a me medesima!

Ciao a tutti, ragassuoli! Lucca si avvicina (e mi diverte tantissimo vedere il fermento che c’è tra i miei contatti facebook per l’evento!) e, per l’occasione della pubblicazione del mio primo libro, Alessio Bilotta (presidente di Slowcomix) mi ha fatto una mini intervista. La potete trovare qui; nel blog di Slowcomix inoltre potete trovare anche le interviste ai due autori di “Partitura Notturna”.
Ma dato che sono brava&buona, vi copio ed incollo in questo post la mia intervista, e posto anche delle foto di “come lavoro” quando scrivo strisce umoristiche.
Buona lettura, ciao!

“Con il post di oggi chiudiamo la serie di interviste agli autori dei libri che presenteremo all’imminente edizione di “Lucca Comics & Games”.

È il turno di Andrea Barattin (qui il suo blog personale), giovane autrice completa di “Ah, l’Amour!”, una divertentissima raccolta di vignette a sfondo erotico che è anche una sorta di libro-gioco. Decidere di pubblicare anche Andrea è stata una decisione non programmata, presa assecondando un’intuizione. Non so come andrà il libro, ma sono contentissimo che Andrea sia salita a bordo con noi, il suo entusiasmo e la sua freschezza sono stati di grande aiuto.

Alessio Bilotta

Descriviti in 140 caratteri, spazi inclusi.

Sono insopportabile, impulsiva, mi esalto per le piccole cose come un bambino che ha a che fare con il mondo per le prime volte.

Come ho scritto anche nella breve presentazione in quarta di copertina, l’abbinamento “umorismo + erotismo” è abbastanza insolito, tipo il vino rosso sul pesce. Come mai, secondo te? Pensi sia colpa del Papa?

Perché “colpa del Papa”? Per fortuna non può entrare nelle nostre camere da letto!
Credo sia un abbinamento insolito perché generalmente si parla di sesso molto seriamente. Nei film, nei libri, spesso il sesso è visto come una cosa “eterea”, lo si innalza a volte ad atto divino, rasenta la perfezione. E noi lo viviamo cercando di essere all’altezza della prestazione, di dover eguagliare le prodezze degli attori del cinema. La spontaneità di seguito viene meno e si tende a vederlo come un atto che “deve” essere serio. Gli uomini spesso vorrebbero eguagliare le mirabili peripezie di Rocco Siffredi e tendono a puntare tutto sul pene, convinti di avere un “attrezzo magico” tra le gambe che farà venire la partner in meno di dieci secondi, magari in posizioni che sembrano riproduzioni di dipinti cubisti. I porno però non sono lo specchio della realtà, e un uomo dovrebbe capire che il suo pene non ha nulla in più da offrire del pene di un altro. Sono ben altre le cose che mettono in moto il piacere di una donna, il corpo femminile non è una macchina che si accende automaticamente schiacciando un bottone. Per contro, molte donne pensano di dover essere perfette al momento del sesso e tendono ad essere le attrici di sé stesse, mostrando il loro profilo migliore, cercando di nascondere la cellulite, assecondando l’uomo in tutto, perché pensano che sia lui a dover prendere in mano la situazione e ad avere tutto sotto controllo. Quindi non si godono il momento spensieratamente. Secondo me il sesso è bello quando c’è complicità, quando ti coinvolge mentalmente e si prende come un gioco. Se c’è feeling con il partner il sesso non è più visto come un “dovere” o come una cosa sporca: in camera da letto si può ridere e ci si può prendere a schiaffoni perché i timori vengono lasciati fuori dalla porta.

Ti assicuro che il Papa entra in molte più camere da letto di quelle che pensi… Ma torniamo all’intervista: nell’ideazione cartotecnica del tuo lavoro, ho deciso di affidarmi completamente alle tue intuizioni, perché mi è piaciuta subito l’idea del “libro gioco” per adulti. Vivere il sesso in maniera ludica e leggera, infatti, sembra oggi sempre più complicato. Pensi che “Ah, l’amour!” potrebbe piacere a uno come Berlusconi?

Non voglio ripetermi, ho già risposto nella prima domanda a ciò che penso riguardo il divertirsi durante il sesso. Ognuno di noi ha bisogno di stimoli, di fantasticare e realizzare – per quanto possibile – le proprie fantasie. I giochi erotici esistono per questo, perché se penso agli uomini nei porno che ci “danno dentro” a mo’ di martello pneumatico ed a ritmo di metronomo per dieci minuti buoni, è la cosa meno stimolante che può venirmi in mente. La fantasia ci vuole, insomma! Berlusconi non apprezzerebbe mai il mio libretto, il suo umorismo sessista e maschilista è molto più fine delle mie umili strisce umoristiche. Prima il Papa, poi Berlusconi… queste domande mi fanno pensare che saranno i prossimi acquirenti del mio libro!

In effetti mi sono giunte richieste sia da Arcore che da Roma… Sei una ragazza che disegna fumetti erotici e che abita in un piccolo paese dell’estremo nord. Hai mai avuto problemi per questo? Ti sta stretta la provincia?

Non disegno solo fumetti erotici, ma cerco di spaziare ed abbracciare più stili, in modo da avere più storie da raccontare e più passioni da sviluppare. Se parlassi solo di sesso sarebbe una noia mortale, dopo un po’!
Dopo aver vissuto tre anni a Firenze e due a Ferrara sono tornata tra le montagne, stile Heidi. I paesaggi ed i luoghi sono molto belli, molto zen, se sognate la Nuova Zelanda ma non avete i soldi per il viaggio, potete benissimo venire ad abitare quassù.
Io ho scoperto di avere bisogno di stimoli mentali per vivere, di entrare nelle grandi librerie dove leggi un libro sorseggiando un tè caldo, di uscire alla sera a bere una birra in un pub dove suonano buona musica dal vivo, di vedere il flusso delle persone che va da qualche parte, ognuno con una propria storia da raccontare. E qui non c’è nulla di tutto ciò.

I cetrioli sono un elemento ricorrente delle tue vignette. Vuoi parlarcene?

Con la figura del cetriolo ho un rapporto d’affetto perché è diventata uno dei “simboli” della mia prima serie di strisce umoristiche, “Brain Drain – Fuga di Cervelli”.
Nella realtà di tutti i giorni, preferisco mangiarli.

Ci racconti come nasce di solito una tua vignetta o striscia? Sei una di quelle che prende appunti sull’autobus? Hai delle cavie a cui sottoponi le battute per capire se fanno ridere?

Generalmente, quando invento delle strisce umoristiche, cado in catalessi. Se vedete una ragazza seduta ad un tavolo di un bar, con un bloc-notes davanti e lo sguardo perso nel vuoto che fissa l’infinito, quella sono io. Mi immagino dialoghi e situazioni da disegnare, nella mia testa ci sono personaggi che parlano, sequenze di vignette, colpi di scena finali. Poi scrivo le strisce a cui ho pensato, in genere ne scrivo moltissime in poche ore. In seguito le “scremo”, le riscrivo, ne elimino alcune; se certe non funzionano cerco di rigirare le situazioni e di vederle da altri punti di vista. Insomma, cerco sempre di far sì che le strisce non siano moltissime, ma che quelle che ho scritto siano divertenti.
Il mio critico più severo e al quale mostro subito il mio lavoro è Tommaso, il mio ragazzo. E poi c’è la mia migliore amica, Francesca, e lei ogni volta ride fino alle lacrime maledicendomi perché le faccio colare il trucco.

Trovo il tuo stile di disegno molto fresco, immediato. Come abbiamo avuto modo di discutere una volta, ambedue condividiamo l’assunto di Scott McCloud secondo il quale più il tratto è essenziale, più l’identificazione del lettore è facilitata. Perché allora in Italia invece è lo stile realistico a prevalere? Quali sono, se ci sono, gli artisti che consideri come fonti di ispirazione?

Credo che in Italia non sia presente la cultura del fumetto, spesso visto come letture “per ragazzi” e non per un pubblico più ampio. Non si comprende la fatica che c’è dietro ad un albo, ad una serie, spesso non si comprende il lavoro dei professionisti che cercano di fare il loro meglio per offrire al pubblico un prodotto di qualità. Ma credo che, effettivamente, se si potesse avere più scelta nelle edicole o nelle librerie, anche il pubblico potrebbe capire meglio che genere di fumetto può piacergli. Non vedo il realismo del disegno una pecca assoluta, ma più che altro credo che spesso ci sia un problema nei dialoghi. Mi sembra che noi (popolo italiano) tendiamo sempre a parlare tantissimo, a dover spiegare un concetto con mille giri di parole; penso anche ai gruppi musicali famosi, ai testi delle loro canzoni: si parla tantissimo, si dà poco spazio alla singola nota, alla pausa, si tende sempre a spiegare, spiegare, spiegare.
Per questo trovo ci siano pochi fumetti che possono conquistare il pubblico, perché sono poco realistici nel senso di dialogo. Perché spesso un personaggio spiega che cosa sta succedendo nella vignetta, e dopo un po’ diventa ridondante.
Mi piace tantissimo Zerocalcare. È essenziale, i suoi personaggi dicono esattamente quello che direbbe una persona normale, umana. I personaggi sono degli attori, sono vivi, devono comportarsi da esseri umani se non si vuole che diventino pomposi ed irreali, e che quindi si allontanino dal lettore. Mi piacciono molto Gipi, Ortolani, ed ammiro tantissimo Claudia Nuke Razzoli. Il suo stile è freschissimo ed i dialoghi sono leggeri, i personaggi sono reali. È questo che mi sembra manchi in molti fumetti di stile bonelliano, la credibilità nei dialoghi e nelle situazioni umane che si creano nelle vignette.

Alberto Pagliaro, autore della prefazione e tuo ex insegnante alla Scuola Comics di Firenze, ti ha descritto come “un vulcano di idee” e “una che corre sempre”: ti riconosci in queste definizioni? E soprattutto, dove stai andando?

La presentazione di Alberto mi ha davvero colpita e sono onorata da quello che ha scritto. Mi sono ritrovata molto nelle sue parole, nel fatto che sono logorroica e non so stare ferma. Lo trovo sia un difetto che un punto di forza, perché da un lato la mia impulsività non mi fa ragionare su situazioni “a lungo termine”, e dall’altro il mio “vivere al momento” non mi fa temere le sfide da cogliere al volo. Un po’ com’è stato per questo libro, che ho ragionato in solo un mese.
Ancora non lo so dove sto andando, spero in un posto in cui stare bene!

Ho sempre pensato che la moda del cosplay, in realtà, nascondesse una sorta di perversione sessuale. Sei d’accordo? Ne parlerai in “Ah, l’amour!” vol. 2?

Credo che ognuno di noi veda perversioni sessuali un po’ dove preferisce e dove lo portano le sue fantasie.
Se ci fosse un altro “Ah, l’Amour!” vorrei parlare di più di giochi erotici, di cibo e macedonie di frutti di bosco con panna, di amore “nerd” e amore omosessuale, cosa che non sono purtroppo riuscita ad approfondire nel primo volume.

Sarai a Lucca tutti e 4 i giorni, per dediche e disegni al nostro stand. Immagina che venga Leo Ortolani ad acquistare il libro, cosa scriveresti sulla sua copia?

Sarei onoratissima se Leo acquistasse una copia del mio libro! Sicuramente gli ruberei una battuta da Rat Man e gli direi che è caduto nella trappola del marketing in cui cadono tutti i lettori di fumetto, che come esca usa le tre “A”: Azione! Avventura! Atette!

Grazie Andrea!”

Poster

Per la promozione dell’evento di Slowcomix (quale evento? ma la pubblicazione del mio libro, “Ah, l’Amour”, e “Partitura Notturna” di M.me Turquoise ed André Delattre, a Lucca Comics and Games 2013) abbiamo deciso di “omaggiare” il regista Lars Von Trier, prossimamente nelle sale con “Nymphomaniac”. Qui trovate i suoi poster. Qui sotto, invece, vi posto i miei.
Questi poster saranno anche delle cartoline distribuite da una hostess in giro per il Lucca Comics (wow, abbiamo anche una hostess!), quindi non siete giustificati se non venite a trovarci!!
Sono abbastanza in panico per le dediche e i disegni fatti “al momento”, ma ho già avuto un’esperienza simile al Lucca e sono ancora viva per poterlo raccontare. Quindi, Rock’n’Roll!
Per altre informazioni sull’evento (ormai siamo agli sgoccioli) andate sul blog di Slowcomix!

Il mio primo libro!

Ciao a tutti! Oggi è una giornata un po’ grigia e non so se riuscirò a scrivere questo post con la solita spinta entusiasta ma tenterò, anche perché un po’ se la merita: sta per uscire il mio primissimo libro a fumetti! Questa pubblicazione per me assume un’importanza speciale, perché se ripenso all’ottobre 2012 Tutto stava finendo e mi sembra incredibile dire che il vento finalmente soffia nella giusta direzione, soprattutto perché io ho deciso di darmi una spinta positiva. Detto questo, ovviamente, non ce l’avrei mai fatta senza la proposta e l’aiuto professionale di Alessio Bilotta, presidente della Slowcomix. Alessio ha visto i miei disegni erotico-umoristici (come quelli che ho postato tempo fa qui sul blog) su facebook e mi ha proposto di raccoglierli in un libretto per presentarlo a Lucca Comics 2013; ho avuto fortuna anche perché la Slowcomix presenta nella stessa occasione il primo libro erotico di Madame Turquoise ed André Delattre e, dato che il tema trattato è lo stesso, la proposta è venuta di conseguenza.
Il tempo non era dalla mia parte perché la scadenza era a fine settembre e così, da fine agosto, ho raccolto velocemente vecchie e nuove idee, cercando di disegnarle con uno stile più lineare ed omogeneo possibile. La tecnica è in digitale (mi sembrava più adatta all’idea di “freschezza” che volevo dare ai disegni) e il formato del libro è un A5 orizzontale. Mi piace molto perché abbiamo deciso di farlo rilegare con una piccola spirale d’acciaio nera, per “impreziosirlo”.
Non è stato facile scrivere di sesso senza entrare nella banalità ed ho voluto puntare sui luoghi comuni cercando di volgerli a mio favore, parlandone ironicamente.
E’ difficile anche parlare di sesso essendo una donna, con il dubbio che possano etichettarti come una ragazza facile. Ma, no. Tutte le donne parlano di sesso, perché piace al genere femminile quanto al genere maschile. E qui forse vorrei dilungarmi rivolgendomi a tutti quelli che “se una donna parla di sesso è indubbiamente una tro*a”. Sinceramente mi stupisco quando mi trovo davanti una persona che vede il sesso come assoluto tabù, o che etichetta i miei disegni come pornografici. Tempo fa dicevo ad una ragazza che avrei voluto posare per un corso di nudo ed alcuni giorni dopo mi ha chiesto: “Allora, sei andata a fare disegni porno?”. So che è totalmente diverso lo studio dell’anatomia umana rispetto al concetto di erotismo, ma volevo solo riportare un piccolo esempio di riscontro che si può trovare nella realtà chiusa di questi paesini.
Tornando a noi, credo che la linea che separa l’erotismo dal porno sia veramente sottile, e fin troppo se ne dibatte. Se devo parlarne riferendomi strettamente al campo dei fumetti credo che, fondamentalmente, un buon fumetto erotico stia in piedi grazie alla sceneggiatura. Non ho mai, ad esempio, apprezzato Milo Manara per le sue trame, e la sua opera che preferisco è “El Gaucho”, scritta da Hugo Pratt. Se non c’è una storia coerente, se i dialoghi sono pressoché inesistenti e esistono solo “per riempire” le vignette, mi sembra che alla lunga ci si nasconda sotto l’etichetta di “erotico” solo per avere la scusa di mostrare tette e culi. Non togliendo ovviamente nulla al disegno, perché Manara è un Maestro, ma sinceramente trovo più espressività e sentimento nei nudi di Gipi o Toppi.
Nel mio libro non c’è una storia, ogni vignetta è fine a sé stessa e non ho avuto la difficoltà di scrivere una sceneggiatura più lunga. Ma ho cercato comunque di non cadere nella banalità, di disegnare situazioni “leggere” e divertenti, che riguardino la vita di tutti i giorni. Mi sono ispirata molto alle coppie di fidanzati innamorati, perché credo (sì, sarò banalmente sentimentale) che il miglior sesso si faccia quando c’è un buon feeling mentale, quando si può parlare liberamente delle proprie fantasie senza sentirsi in imbarazzo e quando c’è sempre il desiderio di conoscersi.
Insomma, più che altro mi è piaciuto parlare del sesso “dal punto di vista femminile”. Avrei voluto approfondire l’idea del sesso visto degli uomini, ma il tempo scarseggiava e soprattutto non avrei voluto cadere in troppi stereotipi.
Spero di aver fatto un buon lavoro, al solito ci vedo un sacco di difetti ma è il mio primo libro e gli voglio un sacco di bene!
Altre due cose: le pagine si possono ritagliare ed appendere ed alla fine ci sono dei “sexy buoni omaggio” da regalare a chi volete, che saranno apprezzati di sicuro.
E- cosa che mi fa immensamente felice- la presentazione è stata curata da Alberto Pagliaro, autore di fumetti per Casterman, Delcourt, Dupuis, BD, Kleiner Flug (e tantissime altre che non vi sto ad elencare!) e mio professore quando studiavo alla Scuola Internazionale di Comics a Firenze. Sono davvero- davvero!- felice che Alberto abbia voluto incaricarsi della presentazione, perché oltre ad essere un bravo disegnatore di fumetti è anche molto severo con i giudizi!

Se avete voglia di acquistare il mio libro mi trovate allo stand Slowcomix (stand S48, nella Self Area) a Lucca Comics (da giovedì 31 ottobre a domenica 3 novembre) per dediche e autografi!
Oppure lo potete ordinare scrivendo a: slowcomix@gmail.com

Un ringraziamento speciale va a Tommaso, che dopo otto (OTTO!) anni ha ancora voglia di conoscermi e di spronarmi ad inseguire i miei sogni, e spero che lui trovi la stessa forza in me. Ah, e grazie di aver organizzato il nostro matrimonio in Polinesia, Tom!

Sotto trovate la copertina (piccolo omaggio alla copertina di Macanudo n°1 di Ricardo Siri Liniers) e alcune vignette presenti nel libro.